Western Digital propone il suo primo disco allo stadio solido come punto di partenza per una futura evoluzione nel settore. Il maggiore produttore di dischi tradizionali entra infatti senza timore nel settore, convinto che, in un futuro non troppo vicino, il mercato troverà spazio anche per questi prodotti innovativi.
Per il primo esperimento l’azienda sceglie il controller Jmicron 612 già visto sul prodotto Adata, rimaneggiandolo e rimarchiandolo con il proprio nome.
Il disco utilizza un chip per la cache di dimensioni davvero notevoli, i 512 Mbyte a disposizione del controller rappresentato infatti il taglio maggiore che ci sia mai capitato di vedere, quattro volte i 128 Mbyte presenti sul disco Adata.
Le celle di memoria sono di produzione Samsung e, pur non raggiungendo i livelli di eccellenza di quelle di Intel, offrono prestazioni davvero interessanti. I dati di targa, che mostrano valori teorici di lettura scrittura sequenziali di 250 e 170 Mbyte/s, sono veritieri solo per quanto riguarda il primo dato.
In scrittura il disco si ferma alla comunque ragguardevole velocità di 150 Mbyte/s. Nei test avanzati è possibile notare un andamento ormai consueto per i controller Jmicron, con ottime prestazioni sequenziali e valori più che sufficienti in ambito casuale, pari a circa il 10% rispetto al massimo ottenibile dalla struttura stessa del prodotto.