Le ville romane della Penisola Sorrentina

Dal I sec. a.C. Sorrento assiste al sorgere in tutti i punti più panoramici della costa di ville romane costruite dalla élite romana. che la aveva eletta come luogo di villeggiatura prediletto.
Le ville marittime costruite in Penisola vennero costruite per celebrare gli “otia” degli uomini politici romani che, durante le pause dalla vita politica, si dedicavano alla soddisfazione di vari piaceri o alla coltivazione dei propri interessi culturali.
L’imponenza e il lusso di queste dimore aristocratiche sorrentine è documentata da alcuni ritrovamenti degni della capitale, avvenuti per la maggior parte nei punti più belli della costa.
Il museo Archeologico George Vallet, ospita un’intera sezione dedicata alle ville marittime, fra cui i rilievi marmorei e i capitelli della villa di Villazzano, il plastico della villa cosiddetta di Pollio Felice e, al piano terra, la statua colossale di marmo attribuita ad una villa di età imperiale.

La villa di Pipiano

Nel 1980 sulla costa nord di Marina della Lobra, è stato scoperto lo splendido ninfeo a mosaico, appartenente ad villa romana di età giulio-claudia (50-55 d.C.), denominata la villa di Pipiano. Questa villa marittima, dotata di giardini, terrazze e peristili, venne costruita per celebrare l’otium di condottieri e imperatori romani, che, nel Golfo di Napoli avevano trovato l’ambiente più adatto al proprio riposo.
La bellezza del ninfeo, ricostruito all’esterno del Museo Archeologico George Vallet a Villa Fondi, è data in particolare dalla ricchezza delle decorazioni delle pareti, che sono interamente rivestite a mosaico.
Il tema centrale della decorazione a mosaico è il giardino fiorito popolato di uccelli, molto utilizzato nella pittura del III stile pompeiano, ma sono anche presenti nature morte e fondali marini comuni al repertorio pittorico del IV stile pompeiano. La tecnica decorativa del mosaico era largamente usata dai romani per la sua durevolezza e per la luminosità dei colori.

Villa romana di Villazzano

La villa romana di Villazzano, attribuita all’epoca augustea, occupava quasi tutta l’area di Capo Massa e si componeva di un giardino a mezza costa ed di una domus, situata più in alto, su una platea.
L’enorme complesso di questa villa si componeva di un gruppo di case sul mare e da splendidi ninfei e grotte artificiali.
Alcuni resti di questa villa, come gli splendidi capitelli e i rilievi marmorei, sono esposti nel Museo archeologico della Penisola Sorrentina. In particolare, il rilievo rappresenta un’importante testimonianza del gusto aristocratico e lussuoso e dello stile levigato e pulito, di cui amavano circondarsi i nobili romani.

La Villa di Pollio Felice

Seguendo la costa da Massa Lubrense verso Sorrento, si possono ritrovare i resti di un’altra villa romana, che si pensa sia appartenuta a Pollio Felice, illustre esponente di una nobile famiglia di Pozzuoli. La ricostruzione di questo complesso è stata ricavata dalle informazioni contenute in due carmi che il poeta Stazio.
Probabilmente l’edificio era dotato di uno splendido portico, costituito da colonne monolitiche in marmo e si articolava su due piani, con camere orientate sia verso terra, sia verso il mare.
Si può ammirare un plastico in cui sono state ricostruite le sembianze della villa, nella seconda sala del museo archeologico Georges Vallet.

Bagni della Regina Giovanna

In località Capo di Sorrento, si possono visitare i resti di un’altra villa, i cui ruderi sono situati sugli scogli davanti al cosiddetto “Bagno della Regina Giovanna”. Dal poco che resta, si attesta questa domus marittima all’epoca del Regno di Claudio (41 – 54 d.C.).
L’intero complesso di questa villa si estendeva su quasi trentamila metri quadrati di superficie, dividendosi principalmente in domus e villa a mare. Mentre la domus era situata sulla sommità del promontorio, circondata da giardini, la villa a mare, era raggiungibile attraverso un complesso di passaggi di scale e terrazze panoramiche e sorgeva sulla costa, all’interno del bacino naturale dei Bagni della Regina Giovanna.
I ruderi che oggi si possono vedere appartengono per lo più alla villa a mare.

Altri resti di Ville Romane si possono ritrovare a Sorrento, presso l’attuale Hotel Syrene, dove sorgeva la villa di Agrippa Postumo, di cui rimangono solo i ruderi delle peschiere e la villa che si trovava presso l’attuale Hotel Corallo a Sant’Agnello, di cui rimangono le vasche e i ninfei.
Pochi resti testimoniamo l’esistenza di una  villa sulla Punta della Campanella, costruita in funzione di guarnigione militare, la cui struttura si erigeva sui punti più panoramici della costa.
Infine, sul versante amalfitano, a parte alcuni ruderi a Marina del Cantone e a Crapolla, troviamo due ville sulle isole. Sul Gallo Lungo la casa attuale ricopre un’antica costruzione romana, ma sono ancora visibili i resti delle cisterne e dell’approdo, mentre di fronte (sulla Castelluccia) sopravvive lo scivolo costruito nella roccia per tirare a secco le imbarcazioni.